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Rosemary Kennedy: la sorella “imperfetta” del Presidente che subì la lobotomia pur essendo sana

Tutto il mondo conosce i Kennedy, la loro ascesa alla Casa Bianca e il tragico epilogo che segnò la fine della presidenza di John Fitzgerald. Tuttavia, non sappiamo molte altre cose della famiglia… e c’è un fatto in particolare che quasi nessuno conosce.

Riguarda Rosemary, terza figlia dei coniugi Kennedy su un totale di 9: probabilmente non avete mai visto il suo volto perché è stata sempre tenuta lontano nascosta. Non solo, ma fu anche sottoposta a lobotomia, nonostante non avesse nessun grave ritardo mentale.

Rosemary non era disabile, al contrario di quanto i medici che hanno condotto l’operazione cerebrale hanno voluto far credere. La giovane aveva un lieve ritardo mentale dovuto ad un errore medico durante il parto: il dottore che la doveva far nascere arrivò in ritardo causando al feto un deficit di ossigeno.

Come raccontò la madre in un’intervista, Rosemary era lenta nei movimenti, alcune azioni non era in grado di farle, la lettura e la scrittura risultavano molto difficili per lei: scriveva da destra verso sinistra. A scuola, inoltre, non interagiva con i compagni: le uniche persone con cui si mostrava affettuosa erano i fratelli Joseph e John.

Il padre, Joe Kennedy, si rivolse ad una dottoressa di fiducia per un consulto medico: la donna terminò la relazione su Rosemary consigliando l’immediato internamento. Rose Fitzgerald scrisse in una lettera: “Ero scioccata dalla notizia. Come ogni madre avrei voluto che mia figlia potesse vivere serena e in salute. Ho dovuto invece sopportare l’angoscia di avere una figlia con un handicap devastante”.

Nessuno scelse di indagare ulteriormente sul reale stato di salute della giovane, e nessuno si oppose alla decisione del padre di sottoporla ad una lobotomia frontale, che a quel tempo veniva presentato come un trattamento definitivo. Rosemary Kennedy aveva solo 23 anni.

Dopo l’operazione iniziò per Rosemary un interminabile viaggio in decine di case di riposo e manicomi. Le visite dei familiari si fecero sempre più rade fino a quando più nessuno andò a trovarla. Il padre di Rosemary ebbe il coraggio di mentirle quando lei gli chiese, in un momento di semi lucidità, cosa fosse successo. La risposta fu che avevano fatto tutto i dottori, i quali impedivano a lui e ai suoi fratelli di entrare nella clinica.

Alla giovane Kennedy fu inoltre riservato un trattamento speciale nella residenza in cui alloggiava: gli altri pazienti venivano portati al cinema o in città durante la settimana, ma non lei, che doveva rimanere il più possibile al chiuso per non farla scorgere da occhi indiscreti. Rosemary Kennedy morì nel 2005 all’età di 86 anni, dopo essere rimasta sola per quasi 60 anni. I suoi genitori la abbandonarono e i fratelli obbedirono all’ordine del padre di non riconoscerla.

Fu il neurochirurgo portoghese Egas Moniz a mettere a punto la lobotomia, il quale la eseguì per la prima volta su delle scimmie, ottenendo caratteri molto più docili e tranquilli. Per il dottor Moniz era dunque una pratica applicabile al trattamento di tutte quelle malattie che causavano un comportamento aggressivo, come la schizofrenia.

All’inizio l’operazione venne chiamata lobotomia prefrontale: veniva realizzata forando il cranio con uno strumento metallico a bacchetta, che veniva movimentato per poter estrarre materia bianca dai lobi frontali. Il trattamento non risultò essere efficace nella maggior parte nei casi, ma nonstante ciò sempre più medici si interessarono alla pratica e nel 1949 Egas Moniz ricevette perfino il premio Nobel per la medicina.

In passato la lobotomia non era affatto vista come una pratica assurda e disumana: molti libri di medicina ne riportavano gli effetti benefici, mostrando il cambiamento nei volti dei pazienti (foto sopra). Le motivazioni per cui una persona veniva sottoposta alla lobotomia erano molto varie: non solo individui con ritardi mentali o schizofrenie, ma bastava anche avere dei comportamenti un po’ bizzarri per essere internati. Probabilmente tutti i bambini che oggi presentano deficit di attenzione e iperattività sarebbero stati lobotomizzati. La lobotomia fu vietata solo nel 1950, quando ormai migliaia di persone erano già state ridotte ad uno stato vegetale.

Fonte: https://www.essere-informati.it/rosemary-kennedy-la-sorella-imperfetta-del-presidente-che-subi-la-lobotomia-pur-essendo-sana/

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